HOLA

Hola,

innanzitutto ne approfitto di fare gli auguri di buon anno nuovo a tutte e a tutti, anche se con considerevole ritardo. Spero che l’avete cominciato alla grande!!

Qui tutto procede bene e al suo ritmo. Una novità in casa è l’arrivo di due giovani studenti europei, una lei e un lui, che sono simpatici e allegri. Con noi c’è anche una famiglia nica!! Quindi a volte ci ritroviamo tutti in cucina a chiacchierare e cucinare, ognuno ai suoi ritmi, e ne approfittiamo anche per curiosare e chiederci consigli a vicenda su cosa stiamo preparando. Al lavoro, a breve, l’altro volontario svizzero terminerà la sua esperienza presso FUNDAR. Nuovamente un periodo di cambiamenti, che mi ricorda che pian piano anche la mia grande avventura sta giungendo al termine…!

Colgo l’occasione per comunicare a chi ancora non lo sa e per ricordare a chi avrebbe piacere partecipare, che molto presto si terrà un incontro-aperitivo durante il quale potrete vedere foto inedite e potremmo salutarci brevemente via Skype (connessione permettendo). Per maggiori dettagli potete visitare la pagina “Eventi”.

Un mega GRAZIE a tutti voi per il vostro super sostegno e la presenza costanti!!

Un abbraccio

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Hola,

first of all, I would like to wish you a happy new year, although with considerable delay. I hope that you had a great start into the new year!!

Here, everything is going well and at its own pace. A news is the arrival of two young European students, a girl and a boy, in the house where I live. They are friendly and cheerful. Together with us, there is also a Nicaraguan family!! Therefore, sometimes we meet in the kitchen, we chat together and cook, each to his rhythms. We also take the opportunity to look around and ask for advice to each other about what we are preparing.  At work, soon the other Swiss volunteer will end his experience at FUNDAR. Again a period of changes, which reminds me that slowly also my great adventure is coming to an end…!

Herewith, I would like to communicate that very soon there will be a meeting-apéro. For more details, please visit the “Events” page.

A big THANK YOU to all of you for your wonderful support and constant presence!

A hug

Buone feste!!

Carissime e carissimi,

come state?

Mi vergogno un po’ di aver trascurato il blog per un periodo così lungo… Ero così desiderosa di portare avanti il progetto nell’ambito dell’apicoltura che ho perso la tramontana del tempo… ed eccoci alle porte del Natale.

Mi sembra un lasso di tempo infinito che sono qui eppure allo stesso momento un tempo breve. Mi sento sospesa tra due mondi e forse non appartenente né all’uno né all’altro. Tante cose qui mi sembrano ormai normali e non le vedo più con gli occhi di quando ero arrivata.

In questi due mesi, insieme ad un esperto nel campo della produzione di miele (vedi foto), ho incontrato i tre gruppi di apicoltori per aiutarli ad elaborare il loro “plan de negocio”, cioè un piano di gestione per l’inizio della loro attività come apicoltori. Anche se in proporzione la maggior parte del tempo era dedicata a lavorare sui documenti, i momenti insieme con i membri di questi gruppi sono stati bellissimi. Ricorderò sempre le loro espressioni; all’inizio forse più di curiosità e alla fine di entusiasmo, convinzione, motivazione e carica. Una frase che ho sentito dire spesso e che mi ha colpita è stata: “queremos seguir adelante”, ovvero desideriamo andare avanti, crescere e migliorare le nostre condizioni di vita per noi, le nostre famiglie ed i nostri figli. Adesso i documenti sono pronti e abbiamo appoggiato i gruppi con un piano di “messa in pratica”, in altre parole si è trattato di aiutarli a mettere a fuoco quali sono i passi concreti che devono fare per cominciare e sviluppare la loro attività. Il primissimo è la prima raccolta di miele per poi venderla. Uno dei gruppi l’ha già compiuto e questo ha generato ulteriore entusiasmo tra i membri. Per gli altri due è questione di tempo…!

Ora sono cominciate le vacanze e per me è l’occasione di viaggiare un po’ per il Nicaragua e scoprire nuovi luoghi stupendi di questa terra meravigliosa che offre i panorami più diversi e ricchi di mille risorse e tradizioni.

Auguro a tutti voi di cuore un felicissimo Natale ed un ottimo 2015 pieno di gioia, di successi, di amore e di momenti stupendi.

Un grande GRAZIE per seguirmi sempre e con interesse.

Un abbraccio forte!

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Dear all,

how are you?

I am sorry to have left aside my activity on the blog for quite a while… I was so keen on carrying the project related to beekeeping on that I lost the sense of time… and now Christmas is just around the corner.

It seems a long time that I have been here and on the other hand, a short time. I feel suspended between two worlds without perceiving of being really part of any of them. Many things here are ordinary for me now and I don’t see them anymore as I used to at the beginning.

In these last two months, along with an expert in the production of honey (see photo), I met the three groups of beekeepers to help them develop their business plans. Although we spent the majority of time around working on the documents, the moments spent together with the members of these groups were amazing. I will always remember their expressions; at the beginning, it was more curiosity and at the end, there was enthusiasm, belief, motivation and determination. A phrase that I have heard often and that it is stuck in my mind is the following: queremos seguir adelante“; in other words, we want to move forward, grow and improve our conditions of life for us, our families and our children. Now the documents are ready and we have supported the groups with an action plan, that it is meant to help them to focus on what are the concrete steps that they need to undertake to start and grow their business. The very first one is the first honey harvest followed by its sale. One of the groups has already done this first step and this has generated further excitement among the members. For the other two groups it is a matter of time !

Now I am on holiday and it is time for me to travel around and discover new amazing places of this wonderful land that offers breath-taking panoramas and fascinating cultural traditions.

I wish you all a merry Christmas and a happy 2015 full of joy, success, love and beautiful moments.

THANK you so much for following me with a constant interest.

A big hug!

Il mio primo terremoto Nica

Le 22:00 di lunedì 13 ottobre. Sto pacificamente navigando nel mondo dei sogni (Morfeo ha poi il suo fascino..!!) quando mi ritrovo a fissare la fessura della porta dove sta entrando una luce fioca. Sta piovendo, c’è temporale, eppure… c’è qualcosa che non quadra. C’è qualcosa di più forte e più strano che sta succedendo. Sto sognando o che cosa è? Mi sembra di essere su una nave in mezzo alla tempesta. Mi ci vogliono quasi gli interi circa 20 secondi per realizzare che il suolo si sta muovendo completamente e intensamente… oh mamma mia!!! Un terremoto!!! Come il mio cervello si sveglia il pavimento è di nuovo fermo. Sento le mie compagne di casa parlare di “earthquake” e mi precipito a grandi salti e a piedi nudi in sala per capire se è tutto vero quello che avevo appena vissuto. Sono incredula, non posso crederci. Mi sento scossa e nauseata. Era proprio un bel terremoto forte, di quelli che in vita mia ancora non avevo avuto l’onore di vivere. A quanto pare la gente nella strada stava urlando. Mi chiama la mia collega e mi chiede come sto e aggiunge che secondo le notizie l’epicentro era a “La Ballona” (tutto a nord sulla costa pacifica, a ca. 100 km da León) con intensità di 7,4 sulla scala Richter. “Uno dei molti” mi dice, e correggo: il primo di una (spero) corta serie…!

Un’altra collega mi ha appena scritto che, secondo le informazioni alla radio, siamo in stato di allerta “gialla” perché possono esserci repliche del sisma e che le classi di primaria e secondaria (da noi sarebbero scuole elementari e medie) sono sospese.

Bene dopo questa “ebrezza” – che ancora mi mancava – spero di riuscire a chiudere gli occhi malgrado sono aperti come lampadine e la sensazione di movimento ancora non mi ha lasciato.

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My first Nicaraguan earthquake

10:00 p.m., Monday, October 13. I’m peacefully in the world of dreams (Morpheus has its own charm..!!) when I am suddenly staring at the crack in the door where it is entering a dim light. It is raining, there is a storm… however, there is something wrong. Something stronger and more strange is going on. Am I dreaming or what is it? To me, it seems to be on a ship in the middle of a storm. It takes me almost the whole about 20 seconds to realize that the ground is moving completely and intensely … oh my goodness!!! An earthquake!!! As my brain wakes up the soil is again still. I can hear that my housemates are talking about “earthquake” and I rush barefoot in the living room to understand if it is all true what I had just lived. I am astonished, I cannot believe it. I feel shaken and sick. It was a really strong one, which I have never experienced in my life before. Apparently, the people in the street were screaming. My colleague called me and asked me how I was and added that according to the news report the epicentre was at “La Ballona” (all north on the Pacific coast, about 100 km away from León). The intensity was of 7,4 on the Richter scale. “One of the many” she said, and I correct it: the first in a (hopefully) short series…!

Another colleague just wrote me that, according to the information on the radio, we are in a state of “yellow” alert because there could be other earthquakes and that the classes of primary and secondary are suspended.

Well after this “thrill” – that it was still missing me – I hope I can close my eyes despite they are wide open as light bulbs and despite the feeling of movement has not left me yet.

Septiembre

Settembre. In Ticino è il mese della vendemmia ed è tempo di salutare l’estate. Le temperature diventano pian piano più miti e ci si avvia verso l’autunno con i suoi bellissimi colori. E per ora, anche qui, con grande gioia, la mia impressione è che ci si stia avviando verso un tempo più fresco grazie alle piogge che sono via via più lunghe e frequenti – anche se, in cuor mio, so che è solo un’illusione e me ne renderò ben presto conto.

E finalmente ecco un nuovo articolo!!! Sono ben felice di pubblicare dopo un mese abbondante di quasi silenzio nel blog. È stato un mese importante, in cui da una parte ho vissuto una fase intensa al lavoro e dall’altra lo stacco dall’euforia iniziale, dalle mille scoperte e dall’impressione di essere in un soggiorno a breve termine per entrare in una nuova fase. Mi sono trovata in momenti molto contrastanti e ho dovuto vincere stati d’animo diversi. Ora assaporo una nuova libertà.

Nel penultimo articolo promettevo di raccontare l’esperienza della riforestazione!! Beh, anche se è passato un po’ di tempo non posso di certo dimenticarmi le sensazioni di incertezza e adrenalina che mi accompagnavano quando stavo per scendere dalla barca per calarmi nell’acqua color marrone caffè e senza avere un’idea precisa di cosa mi aspettava. Vedevo che uno dopo l’altro i miei compagni sembravano miracolosamente sparire solo fino alle ginocchia. Ma cosa c’era là sotto? Davvero avrei toccato il fondo? Non si vedeva niente!! Ero vestita con calzoni lunghi e calzette e dopo un momento di esitazione ho deciso di mettere prima uno e poi l’altro piede nell’acqua che odorava lievemente a uovo marcio. Un istante più tardi sono atterrata su un suolo molto morbido, così morbido che a fatica riuscivo a rimanere sulla sua superficie. Ho cominciato a muovere un passo e poi un altro. Facevo di tutto per bagnarmi il meno possibile però a volte sprofondavo fino a sopra il ginocchio ed ho subito imparato a posare delicatamente il piede vicino ad alcune piantine di mangrovia così le loro radici mi sostenevano. Se, inevitabilmente, avevo più di metà gamba immersa nel fango, c’erano i ragazzi sempre pronti a venire in soccorso. Una volta presa una bella manciata di semi di mangrovia ci siamo sparsi per seminarli. Era facile: bisognava inserirli nel suolo verticalmente a una distanza di 10 cm uno dall’altro. Alcuni semi erano così lunghi che spuntavano dall’acqua. Una volta terminata la semina siamo risaliti in barca tutti infangati e bagnati e ci siamo diretti verso una nuova meta: infatti per non concentrare tutta l’azione in un solo punto abbiamo deciso di tenere una parte di semi per un’altra zona. Qui c’era meno acqua e siamo potuti scendere sulla terra mobile. Ci siamo fatti strada fino a un punto dove mancavano mangrovie. Anche qui il mio obiettivo era rimanere il più fuori dal fango possibile. Una volta esauriti tutti i semi, ci siamo nuovamente diretti verso la barca. Era una bella sensazione quella che ci accompagnava. Sapevamo di aver fatto un’azione importante e di aver contribuito al mantenimento di una zona naturale protetta. Chissà se quei semi diventeranno tutti mangrovie e se la gente da una parte apprenda che tesoro immenso sia mantenere la natura il meno distrutta possibile dalla deforestazione e dall’altra che possa trovare nuove fonti di guadagno che siano più ecologiche possibili.

Infine, come già annunciato in apertura, qui finalmente la pioggia ha cominciato a cadere piuttosto frequentemente, dopo 3 mesi di assenza quasi totale. Si presenta ogni due-tre giorni e viene anticipata da un concerto temporalesco che avverte anche chi sta ascoltando musica con le cuffie a tutto volume. In questi momenti è meglio non camminare per strada perché cadono di quei fulmini che fanno incenerire solo a guardarli. E la gente spegne i telefoni e copre gli specchi perché dice che li attirano. Un attimo dopo è come se qualcuno apre un rubinetto improvvisamente: cade così tanta acqua che le strade diventano letteralmente fiumi coperti da 5 cm di acqua. E un istante dopo è come se il rubinetto viene chiuso: da uno scroscio si passa a nessuna goccia. Tuttavia, siamo tutti contenti quando piove. A parte il fatto che l’aria si rinfresca (anche se per poco tempo), la terra ha bisogno di acqua. Per fortuna alcune coltivazioni si stanno parzialmente recuperando. Ormai qui tanti contadini dipendono dell’acqua piovana perché non hanno un sistema di irrigazione: è troppo caro. Inoltre, grazie alla pioggia, le riserve di acqua nella natura possono nuovamente crescere e la gente soffre meno.

Bene, per questo articolo è tutto. Spero che stati tutti bene. Vi penso!
Un carissimo saluto dal Nica 🙂

 

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September, in Ticino, is the month of the grape harvest and it is also time to say goodbye to the summer. Temperatures become slowly milder and autumn is approaching with its beautiful colours. And for instance, with my great joy, the impression is that it is heading toward a cooler weather here too thanks to the rains that are more and more frequent – though, in my heart, I know it’s only an illusion and I will soon realize it.

And finally here is a new article!!! I am happy to publish something again after a month of near silence in the blog. It has been an important month, in which on the one hand, I had an intense phase at work and on the other hand, the initial euphoria, the period of the thousand discoveries and the impression of being in a short-term stay dampened. A new phase has started. At times, I found myself in mixed emotions and I had to win different moods. Now I can feel a new freedom.

In the last article, I promised to tell the experience of reforestation! Well, even though it has been a while ago I can for sure not forget the feelings of uncertainty and adrenaline that accompanied me when I was about to get off the boat to put myself in the brown-coloured water and without a clear idea of what was about to come. I could see that, one after the other, my colleagues seemed to disappear miraculously only up to the knees. But what was in there? Would I really touch the bottom? I could see anything!! I was wearing long pants and socks and after a moment of hesitation, I decided to put the first and then the other foot in the water, which slightly smelled like a rotten egg. An instant later, I landed on a very soft soil, so soft that I could barely stay on its surface. I started to go one step further and then another. Sometimes I sank up to above the knee and I quickly learned to gently put my foot close to some mangrove seedlings so that their roots would supported me. I did everything to get wet as little as possible but sometimes it was inevitable that I had more than half of the leg immersed in the mud. With difficulty, I was able to get out and luckily, the guys were always ready to come to the rescue. Once we took a handful of mangrove seeds, we sow them scattered around. It was easy: we had to insert them into the ground vertically at a distance of 10 cm one from another. Some seeds were so long that protruded from the water. Once the seeding was over we got back into the boat all muddy and wet and we headed toward a new goal: in fact, in order not to concentrate all the action at one point we decided to keep a portion of seeds for another area. Here there was less water and so we could go down to the soft earth. We headed to a point where there were less mangroves. Here, too, my goal was to stay out of the mud as much as possible. Once we run out of all the seeds, again, we went back to the boat. It was a good feeling that accompanied us. We knew we had done something important and have contributed to the maintenance of a natural protected area. I wonder if those seeds will become all mangroves and if, on the one hand, people learn what of an immense treasure is to keep nature less affected as possible by deforestation and on the other hand if it can find new sources of income that are more environmentally friendly as possible.

To conclude, finally after 3 months of almost total absence, here the rain began to fall quite frequently. It occurs every two to three days and it is anticipated by a concert of thunderstorms that would warn also those who are listening to high-volume music with headphones. During these instants, it is better not to walk on the street because the lightnings that are falling would incinerate someone just if he looks at them. And people switch off their phones and cover the mirrors because it is said that they attract lightnings. A moment later, it is as if someone opens a faucet suddenly. So much water falls that the roads become literally rivers covered with 5 cm of water. And in a moment, it is as if the tap is closed: you pass by a peal of water to no drop. However, we are all happy when it rains. Apart from the fact that the air cools down (even if for a short period of time), the earth needs water. Fortunately, some crops are partially recovering. Here many farmers depend on rainwater because they do not have an irrigation system: it is too expensive. In addition, the rain allows the reserves of water in nature to grow again and people to suffer less.

For this article is all. I hope you are fine. I have been thinking of you!
Greetings from Nica 🙂

 

¿Quién causa tanta alegría?

“¡La Asunción de María!” è la risposta che viene data dai credenti e da chi partecipa a questa festa religiosa denominata “Gritería Chiquita”. Si celebra a León il 14 di agosto e quest’anno sono 67 anni che si tramanda questa tradizione.

Nel lontano 1947 la popolazione che vive nei paraggi del Cerro Negro (vulcano recente e abbastanza attivo, a qualche km a est da León) ha cominciato a pregare la Vergine Maria affinché potesse aiutarla facendo smettere le eruzioni continue del vulcano. Miracolosamente il Cerro Negro ha smesso le sue eruzioni e i credenti attribuiscono questo miracolo alla concessione della Vergine Maria.

Da allora, ogni anno si rende grazie e si ricorda questo avvenimento. Per i credenti questa festa ha un ulteriore significato di penitenza. Alle 18:00, nella Cattedrale di León si tiene la cerimonia religiosa. Segue il tradizionale grido da parte del sacerdote: “¿Quién causa tanta alegría?” (“Chi causa tanta allegria?”), seguito dal grido di risposta dei presenti: “¡La Asunción de María!” (“La Assunzione di Maria!”).

La festa continua nelle strade e nelle case. Chiunque lo desideri può allestire un altare in casa e offrire “gorras” (doni come caramelle e dolci di ogni tipo, giochi, matite, fiammiferi [che vengono molto utili per la cucina a gas che qui è molto diffusa], caffè, e tanto altro). Chi arriva in casa grida: “¿Quién causa tanta alegría?”, e chi riceve le persone in casa risponde: “¡La Asunción de María!” e distribuisce un dono. Oppure, invece di ospitare, si può scegliere di visitare e quindi ci si posta di casa in casa a “gridare”, ammirare gli altari, chiedere doni e cantare insieme. Oskar ed io siamo stati invitati da una nostra collega a distribuire doni ed è stata una bella esperienza!!

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“¡La Asunción de María!” is the answer given by the believers and the participants in this religious day called “Gritería Chiquita”. It helds in León every 14th of August and this year it has been 67 years that this tradition has been celebrated.

In the year 1947  the population that lives near the Cerro Negro (new and particularly active volcano, located some km away from León in the East direction) started to prey the Virgin calling for the cessation of the eruption of the volcano. Miraculously, the Cerro Negro stopped the eruption and the believers attribute this miracle to the Virgin.

Since then, every year believers celebrate the Gritería Chiquita with a meaning of “penance in thanksgiving and joy”. At 6:00 p.m., in the Cathedral of León the Religious Mass takes place. Thereafter the Bishop shouts: “¿Quién causa tanta alegría?” (“Who causes so much happiness?”), and the believers answer: “¡La Asunción de María!” (“The Assumption of Mary!”).

The celebration goes on in the streets and in the houses. Everyone who desires can prepare its own altar in his house and can offer “gorras” (gifts like candies, games, pens, fruits, and so on) to all people that enter shouting: “¿Quién causa tanta alegría?” and during the handing out the answer is “¡La Asunción de María!”. Instead of receiving people, one can go from house to house and shout, see altars, ask for “gorras” and sing together with other people. I have been invited to the house of a colleague of mine and I could experience the handing out of gifts. It has been a great experience!!

¿Qué tal en León?

Siamo già a fine luglio ed è ormai un mese che sono partita. Mi chiedo se la mia poca fantasia a scrivere questo articolo sia dovuta al fatto che mi sto già abituando alla vita qui in Nica e sto prendendo un ritmo regolare o se semplicemente questa settimana non ci sono stati avvenimenti particolarmente rilevanti.

Per quanto concerne il lavoro, ho passato più tempo in ufficio. Però mercoledì mattina siamo andati ad una riunione con i ragazzi promotori di educazione ambientale di “Las Peñitas” (a 18 km da León, al mare). Questi ragazzi sono 5 anni che sono attivi all’interno del PEA (Programa de Educación Ambiental promosso da FUNDAR): hanno seguito le “charlas” (presentazioni) di educazione ambientale ed hanno partecipato ad innumerevoli attività. Oggi sono esperti su diversi temi che concernono la natura della loro zona e sono di sostegno quando vengono organizzate nuove attività. Vengono anche ingaggiati (pure senza essere retribuiti) da società che promuovo il turismo per fare da guida nella zona e spiegare il sistema delle mangrovie, piuttosto che raccontare tutto quello che concerne le tartarughe e tanto altro. Mercoledì è stata l’occasione per conoscerli e discutere di questioni organizzative come ad esempio l’attività di riforestazione di mangrovie che si terrà questa settimana: martedì si raccoglieranno i semi e venerdì si seminerà. Anche noi volontari/cooperanti insieme a 2 colleghi di FUNDAR andremo a dare una mano a seminare mangrovie. Quindi nel prossimo articolo racconterò come è andata questa esperienza!! In generale per quanto concerne il mio contributo all’interno di FUNDAR si stanno delineando due compiti distinti. Uno è il sostegno a dare charlas di educazione ambientale nelle scuole (sono circa una quindicina le scuole che appoggiano questa iniziativa di FUNDAR e quindi c’è bisogno di aiuto per coprire la formazione a tutti gli istituti – in ogni caso dovrebbe prendere qualche mattina di tempo alla settimana) e per il resto spero di diventare sempre più attiva nel sostegno a cooperative per il loro sviluppo economico e sostenibile.

Riguardo a visite turistiche particolari, il weekend scorso sono andata a vedere il vulcano Telica in compagnia di tre compagne spagnole volontarie a FUNDAR, loro amiche e Oskar (cooperante a FUNDAR di Eirene Suisse). In totale eravamo in 16 con 2 guide locali. Siamo partiti sabato 19 luglio sul mezzogiorno da León con due jeep (in una foto si vede la prima jeep con su parte dei compagni). Lungo il tragitto che ci portava verso il villaggio di Telica (circa un’oretta o anche meno da León e da dove poi cominciava la nostra marcia di 3 ore) abbiamo incontrato una colonna interminabile di bus, camion, furgoni che si stavano dirigendo verso la capitale. Come avevo brevemente accennato alla fine dell’articolo precedente, il 19 luglio è la Festa Nazionale per celebrare la liberazione dalla dittatura dei Somoza. In questo giorno, tutti si radunano nella Plaza de la Fe Juan Pablo II a Managua per festeggiare e attendono il discorso del Presidente che si svolge verso sera (attualmente il Presidente è Daniel Ortega). La giornata era quindi dedicata al pellegrinaggio ed ogni mezzo era stracolmo di gente, la quale prendeva posto anche sul tetto e ovunque si vedevano bandiere del Frente Sandinista de Liberación Nacional (FSLN). Una volta lasciata la strada principale tutto era più vuoto e tranquillo e poco dopo siamo scesi dalle auto per incamminarci. Dopo 3 ore di marcia, sudore e polvere, abbiamo potuto godere di una bellissima vista tutto intorno ma soprattutto eravamo giunti al campo base dove abbiamo piazzato le tende per la notte. Prima di cena abbiamo fatto un primo giro di perlustrazione alla bocca del vulcano. Immensa. La circonferenza è molto ampia e il cratere è molto profondo. Si vedeva fumo fuoriuscire, si odorava zolfo e si sentiva un rumore come di vento o onde del mare. Questo vulcano è attivo e stavamo aspettando l’oscurità per vedere la lava. Nell’attesa siamo rientrati al campo e abbiamo cenato (al buio). Una volta risaliti ho potuto scorgere due tre chiazze arancio-rossastre al centro del cratere. Sembrava la brace di un camino che si sta spegnendo. Tuttavia l’esperienza nel suo insieme era davvero emozionante. Dopo una notte a (non) dormire in tenda ma praticamente sul prato, avevamo tutti facce piuttosto addormentate e stravolte. In poche ore eravamo di nuovo a León, felici di poter farci una bella doccia e contenti dell’avventura!!

Domenica pomeriggio ho incontrato Sandro (che con Marilù avevano cucinato uno splendido gallo pinto con tortillas al pranzo presso l’Azienda Ramello a Cadenazzo) e abbiamo passeggiato per León. Mi ha fatto vedere dove stava di casa ai tempi in cui era volontario qui in Nicaragua e mi ha raccontato un sacco di avvenimenti e aneddoti interessanti. Camminando siamo approdati al bar “Siembra y Cosecha” che per me era ancora sconosciuto. Fanno succhi fantastici. C’è un banco stile quello per i gelati pieno di frutta fresca e dietro al bancone c’è un grande cartello che indica tutte le combinazioni possibili di succhi freschi. Mango, fragola e ananas era una delizia!!!

Per il resto qui è “sequilla”. Manca la pioggia!!! Sento invece che in Ticino c’è il problema contrario. Sarebbe bello fare uno scambio parziale di clima. Scherzi a parte, mi fanno riflettere molto questi eccessi di calore e secco qui e l’eccessiva pioggia in Svizzera. Penso che indubbiamente è legato al cambiamento climatico e mi sembra che questi cambi estremi e drastici stanno diventando sempre più frequenti e all’ordine del giorno. Mi chiedo cosa succederà nel prossimo futuro e in quello più a lungo termine ma purtroppo mi è difficile darmi una risposta o pensare a come può evolvere la situazione. Per ora resto con occhi e orecchie ben aperti e pronta e attenta a captare qualsiasi cosa che possa aiutarmi a ragionare su questo tema ma non solo su di esso.

Bene questo articolo si sta rivelando essere un romanzo e mi rendo conto che a prendermi il tempo ci sono un sacco di temi e di cose da raccontare! Concludo invitandovi a guardare le nuove foto che posto fra pochissimo. Tra queste ci sono alcuni scatti che ritraggono alcuni momenti di relax e di sporadiche uscite serali (che si sono svolte nel normale contegno).

Spero che stiate tutti bene e vi mando un grande abbraccio!!
Al prossimo articolo 🙂

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It is almost the end of July and it has already been a month that I am here. I am asking whether my little fantasy to write this article is due to the fact that I am getting used to live here in Nicaragua or just that the past week nothing really special happened.

As far as work is concerned, I was most of the time in the office. However, Wednesday in the morning we met some children promoter of environmental education in “Las Peñitas” (almost 18 km away from León). These children have been active for five years inside PEA (Programa de Educación Ambiental patronised by FUNDAR): they attended the “charlas” (presentations) of environmental education and have taken part to many activities. Nowadays, they are experts on many topics concerning the nature of their area and are supporting new activities with their knowledge. Sometimes, some organisations that promote tourism ask them to guide around the tourists (and for the children it is not always a synonym of earning money) but in any case they can put at disposal their know-how on mangrove, turtles and many other topics. Wednesday, we had the chance to know them and to organise the next activity: reforestation  of mangrove. This Tuesday there is the collection of the seeds and on Friday there will be the sowing. Also we, volunteers/cooperants together with 2 colleagues of FUNDAR are going to give a help in this activity. In the next article I will tell about this new experience!!

Regarding some particular sightseeings, the last weekend I went to see the volcano Telica together with three Spanish colleagues that are volunteering in FUNDAR and some of their friends. In total we were in 16 with 2 local guides. Saturday 19th of July we left León around midday and started our transfer to the village of Telica by jeep. During the trip in the car (that lasted less than an hour) we could see an endless traffic of buses, trucks, vans that headed to the capital of Nicaragua. As I shortly mentioned at the end of the last article, the 19th of July is the National Day when they celebrate the freedom from the dictatorship. During this day, everybody is meeting in the Plaza de la Fe Juan Pablo II in Managua to celebrate and to wait for the speech of their President that usuallly takes place in the evening (nowadays the President is Daniel Ortega). The day was devoted to travel and every vehicle was overcrowded with people, who was sitting also outside it. There were flags of the Frente Sandinista de Liberación Nacional (FSLN) everywhere. Once we left the main road, everything appeared silent and empty and after few minutes we left the cars to start walking up the mountain. After 3 hours  of walk, sweating and full of dust, we could enjoy a wonderful view all around but most importantly we reached the camp where we placed our tents for the night. Before dining we had a first tour round the mouth of the volcano. Enormous. The circumference is really wide and the crater is deep. There was smoke coming out, we could smell sulphur and we could hear a noise similar to wind blowing or to waves crashing on the sand. This is an active volcano and we were waiting for the dark to come in order to be able to see the lava. In the meantime, we went back to the camp to have dinner. Once we were back at the crater I could see two-three red-orange spots at the centre of the crater. It seemed embers in a fireplace at the moment when the fire puts out. All in all it was an amazing experience. After a night of (no) sleep in the tent (but actually it was like sleeping on the grass), we all had sleepy and twisted faces. In few hours we were back in León, happy to take a shower and satisfied with the experience!!

Sunday afternoon I met an ex-volunteer of my same sending-organisation and we walked together through León. While we were talking, we reached the bar “Siembra y Cosecha” that was still unknown to me. There you can have wonderful fresh juices. There is a counter were a lot of fresh fruits are exposed and on the wall behind there is a board indicating all the possible combinations of fruits. Mango, strawberry and pinapple was delicious!!!

For the rest here is drought. Rain is missing!! I heard that in Ticino and in the rest part of the country there is the opposite problem. It would be nice to make a partial weather exchange.  But honestly, these excessive heat and drought here and the excessive rain there make me think a lot. I believe that it is due to the climate change and it seems to me that these drastic and extreme changes are becoming more and more frequent. I am asking myself what will be the situation in the short term and in the long run but unfortunately I cannot give myself an answer. For the moment I stay ready to capture all what could help me to reason on this important topic but not only on this one.

Well this article is becoming a novel and I realise that if I take the right time I have a lot of things to talk about. I conclude by inviting you to have a look at the new pictures.

Greetings from León 🙂

Padre Ramos – Departamento de Chinandega

Eccoci già arrivati a un nuovo weekend e la mia impressione è che una settimana è volata. Nell’ultimo articolo ho descritto molto in breve che nei primissimi giorni a FUNDAR sono stata accompagnata dai colleghi in alcune comunità per cominciare a conoscere e a farmi conoscere.

Questa settimana si è alternata a nuove visite, attività e momenti di lettura e di dialoghi in ufficio, durante i quali ponevo diverse domande per poter raccogliere più informazioni possibili sia nello specifico (ad es. sull’organizzazione di una comunità) che più in generale (a livello di regione e paese).

Devo ammettere che le visite in loco sono estremamente stimolanti. Questo giovedì, ad esempio, durante la mattina ero in ufficio e in pomeriggio sono andata con alcuni miei colleghi a visitare Padre Ramos (villaggio tutto a nord del Nicaragua, nel Dipartimento di Chinandega). Con un veicolo privato si impiegano circa due ore da León per raggiugnerlo e la maggior parte del tempo si viaggia sulla strada principale che attraversa il Nicaragua. È un paesaggio incantevole quello che si può ammirare durante tutto il tragitto e il viaggio è un’ottima occasione per socializzare e scambiarsi idee e informazioni. All’altezza del paese si lascia la strada principale e si svolta a sinistra. Questo ultimo tratto di strada è lungo un po’ meno di 40 km ed è tutto sterrato. Il motivo per cui non l’hanno asfaltato è che dopo l’ultimo maremoto (che ha distrutto gran parte del villaggio) hanno deciso di non rischiare di investire in una simile grande opera, la quale potrebbe potenzialmente venire distrutta in qualsiasi momento.

Raggiungiamo la laguna: uno spettacolo mozzafiato. Tutto intorno è acqua, sabbia, verde, una qualche capanna col tetto di paglia. Il cielo azzurro forma un’immensa volta e la tranquillità si può sentire in ogni poro della pelle. La sensazione è di essere immersi completamente nella natura. Incontriamo la gente della comunità che ci porta con una “lancha” (piccola barca a motore) a fare il giro di parte della laguna per misurare alcuni punti col GPS. Abbiamo il tempo di parlare della loro attività che si concentra principalmente sulla pesca di “conchas negras” (conchiglie nere) e parallelamente si stanno cercando soluzioni per sviluppare il turismo. Tutto questo in un contesto di sostenibilità ambientale. In generale questo è parte del mio compito: aiutare comunità a sviluppare un piano di gestione che le permetta di aumentare le entrate e di organizzarsi con un obiettivo futuro chiaro, sempre nell’ottica di uno sviluppo sostenibile.

Vedendo queste perle della natura e soprattutto conoscendo belle persone locali che sono aperte, umili, semplici, disponibili e con le quali ci si trova subito a proprio agio, per me è un grande stimolo che mi motiva a dare il mio meglio.

Oggi è sabato 19 luglio e vorrei rendervi partecipi del fatto che è giorno nazionale di festa. 35 anni fa il Nicaragua si dichiarò libero dalla dittatura che ha oppresso il popolo per circa 50 anni.

Auguro un felice weekend a tutti voi y que les vaya bién!!

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Another week is gone and the feeling is that it has just flown by so fast. In the last article I wrote shortly that during my first days in FUNDAR I visited some communities to know people and to present myself.

This week I visited new cooperatives, I followed one activity and for the rest I read and gathered information both on the specific side (e.g. on the organisation of communities) and more in general (on the region and on the country).

I must admit that going on the spot and meeting the people of the communities is very stimulating. This Thursday, for example, in the morning I was in the office and in the afternoon some of my colleagues and I went to visit the community in Padre Ramos (village on the North of Nicaragua, in the Department of Chinandega). With a private car it is possible to reach this village in two hours from León, driving on the main road that crosses Nicaragua. The landscape that surrounds all this area is wonderful and the trip is a good excuse to talk together and exchange information. Just approximately 40 km away from the village, a dirt patch starts. The reason why it has not been paved is that years ago almost the entire village has been destroyed by a seaquake and since the risk of a new tsunami is present, they decided to avoid investing in it.

We reached the lagoon: an amazing view!! All around was water, sand, green, a couple of huts. The light blue sky formed an immense dome over our heads and the calmness could be feeled everywhere in the body. The feeling was to be completely immersed in the nature. We met people of the community and visited part of the lagoon with them on a small boat. While we were measuring some points with the GPS, we had time to talk about their activity based essentially on the fishing. They are trying to develop the tourism sector as well. All this in a context of environmental sustainability. In general this is part of my task: support them to develop a plan that allows them to earn more and to get well organised. This amazing landscape but also the nice, open, and friendly people are a big stimulus for me to give the best.

Today is Saturday 19th July and here in Nicaragua is an important celebration day. 35 years ago Nicaragua was free from a 50 years long dictatorship.

I wish you a nice weekend y que les vaya bién!!